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Rottamazione ter delle cartelle 2019 – come funziona la pace fiscale: chi presenterà domanda di adesione alla rottamazione ter potrà scegliere di pagare in un’unica soluzione ovvero in dieci rate spalmate su cinque anni le cartelle affidate tra il 2000 e il 31 dicembre 2017.

La rottamazione-ter consentirà ai contribuenti di pagare i debiti fiscali relativi a cartelle affidate tra il 2000 e il 31 dicembre 2017 in dieci rate spalmate in cinque anni. Saranno due le scadenze da ricordare nell’anno, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019 e gli interessi dovuti sulla rateizzazione saranno ridotti dal 4,5% allo 0,3%, si tratta di una procedura diversa dall’impostazione iniziale di pace fiscale, in base al decreto fiscale 2019 il debito dovrà essere pagato in modalità integrale e lo sconto riguarderà soltanto sanzioni e interessi. Non si tratta della pace fiscale così come originariamente prevista dal contratto di Governo, che prevedeva il pagamento ridotto delle imposte dovute, calcolate in percentuale (dal 6% al 25%) sulla propria situazione reddituale. Chi aderirà alla rottamazione dovrà pagare la somma capitale e gli interessi iscritti a ruolo (nonché l’aggio, i diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese esecutive maturate), senza versare le sanzioni incluse nei carichi, gli interessi di mora e le cosiddette “sanzioni civili”, accessorie ai crediti di natura previdenziale. Per quanto riguarda la fase di presentazione delle istanze, attualmente l’avvio della rottamazione è fissato al 30 aprile 2019, termine ultimo entro cui fare domanda. Il contribuente dovrà indicare il numero delle rate prescelto per il pagamento, assumere l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti relativi ai carichi che intende definire. Entro il 30 giugno 2019 verrà inviata comunicazione dell’ammontare complessivo del debito dovuto e, in caso di scelta di pagamento a rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna rata. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di una sola delle rate, la rottamazione è inefficace e i versamenti effettuati sono considerati semplici acconti delle somme complessivamente dovute. L’agente della riscossione proseguirà l’attività di recupero coattivo del debito residuo, il cui pagamento non potrà più essere rateizzato.
Potranno rientrare nella nuova rottamazione:
• I contribuenti che non hanno pagato le rate della rottamazione in corso. In tal caso sarà necessario eseguire i versamenti delle rate scadute a luglio, settembre ed ottobre entro il 7 dicembre 2018;
• I contribuenti con cartelle ammesse alla prima rottamazione (DL 193/2016) che non hanno concluso il pagamento delle rate;
• I contribuenti che, dopo aver aderito alla rottamazione prevista dal DL 148/2017 non hanno provveduto al pagamento di tutte le rate scadute entro il 31 dicembre 2016 di vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016.
Potranno fare domanda di rottamazione anche i contribuenti con debiti risultanti da carichi rientranti nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori (legge 27 gennaio 2012, n. 3). La rottamazione anche per le multe stradali, ma in questo caso ad esser condonati saranno gli interessi previsti dalla legge. Restano esclusi dalla rottamazione ter i debiti da carichi affidati relativi a:
• risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
• le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
• i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
• le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.
• le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali. La nuova rottamazione delle cartelle presenta vantaggi significativi.
1) il numero delle rate, che potranno arrivare fino a dieci e potranno essere pagate in dieci anni e a poter beneficiare della dilazione lunga del pagamento saranno anche le rottamazioni in essere (quelle di cui al DL 148/2017). Le precedenti due definizioni agevolate prevedevano tempi stringenti e ravvicinati, motivo per il quale molti contribuenti non hanno potuto proseguire il versamento delle rate.
2) in caso di rateizzazione, l’importo degli interessi dovuti su ciascuna delle rate sarà pari allo 0,3%, a fronte della misura ordinaria pari al 4,5%.
3) il contribuente che farà domanda di rottamazione potrà utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti atti alla definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della PA. Inoltre, con il versamento della prima o unica rata delle somme dovute le procedure concorsuali avviate prima dell’adesione alla rottamazione saranno estinte.

2018-10-20T07:47:32+00:00